Il gallo, essendo il primo animale che risvegliava con il suo canto la campagna e le città etrusche dopo il buio della notte, fu assunto dagli Etruschi come simbolo di resurrezione della natura alla vita; Lo troviamo infatti riprodotto anche nelle tombe (ad esempio, a Tarquinia) come simbolo di rinascita.

In araldica il gallo simboleggia il guerriero prode, vigile e pronto alle armi e, come tale, è solitamente definito dall'attributo ardito. Il gallo simboleggia anche la vigilanza, l'ardire, la vittoria e la salute.

 

Il gallo fu consacrato a Marte, dio della guerra, proprio per la sua natura bellicosa. Associato inoltre a numerose altre divinità tra le più note il gallo in taluni casi viene associato anche a Dioniso. Venne anche utilizzato come simbolo di risurrezione nelle prime tombe cristiane e, quando rappresentato con un ramoscello nel becco, è simbolo di vigilanza cristiana.

 

Gli Elleni, Il gallo, lo identificavano con Apollo ed Elio, Dèi del Sole, ma era associato anche a Demetra e alla figlia Persefone, in quanto simbolo di fertilità. Insieme al serpente, era anche simbolo di Asclepio, per le loro presunte proprietà terapeutiche. Nella mitologia ellenica, come si conviene ad un principe guerriero, Ares aveva il suo fedele attendente, il giovane Alettrione, che oltre a prendersi cura delle sue armi e della sua persona, aveva il compito di vegliare mentre il suo Signore si concedeva, tra una zuffa e l’altra, un breve periodo di riposo e di destarlo, quindi, in caso di pericolo. Capitò che una volta Alettrione trascurò questo compito, ed Ares, per punirlo, lo mutò il gallo, che ogni giorno annuncia il sorgere di Elio. I galli venivano spesso offerti come sacrificio nelle cerimonie religiose dagli Aztechi in sostituzione alle vittime umane. I galli venivano sacrificati dai Romani ed erano sacri a Marte per il loro comportamento battagliero. Nel simbolismo cristiano il gallo è spesso associato alla rinnegazione di Gesù da parte di Pietro. Gesù aveva detto: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte.” Ma il gallo simboleggia anche la resurrezione di Cristo ed è perciò collocato sul tetto delle chiese. Una credenza dice che, la notte di Natale, il gallo continua a cantare per allontanare gli Spiriti maligni e gli influssi nefasti

 

E il poeta Oppiamo di Apamea, e Temistocle, e tutti coloro che chiamavano i galli "pulcini di Marte".